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Ferrera di Moncenisio – Un borgo rimasto intatto fra la quiete delle nostre montagne

Ferrera (oggi comune di Moncenisio) è il più alto dei Comuni della Val Cenischia (1.460 m), nonchè uno tra i più piccoli comuni d’Italia.

Il Municipio di Moncenisio

Per lungo tempo si è pensato all’origine del paese come legata al transito del valico (Ferrera dal lat. ferre, portare), ma una parola definitiva è stata data dagli studi di Luca, che nel 1999 ha pubblicato uno studio su di un documento che attesta la fondazione di un primo borgo per lo sfruttamento minerario della zona (Ferrera deriverebbe perciò dal minerale ferro). Nello studio si spiega che nel 1224 alcuni borghesi della Val di Susa e della Maurienne si accordano con l’ Abbazia di Novalesaproprietaria della zona, per la coltivazione delle miniere, anche con l’impiego di maestranze bergamasche. Si tratta di una carta di popolamento che dettaglia nei particolari il nuovo abitato. Inoltre, inizialmente il paese, afferma lo studioso, sarebbe stato traslato in tre diverse zone, l’ultima delle quali è quella che ancora occupa oggi. Nel corso del Trecento il progressivo esaurimento delle miniere di ferro determina infatti la riconversione del borgo in punto di ospitalità della Via Francigena del Moncenisio (Luca Patria parla di Via Mediolanensium), attestato anche dalle ricognizioni che narrano di case porticate.

La bella via centrale di Ferrera, case perfettamente conservate e ristrutturate

Di Ferrera si inizia a parlare in modo diffuso da quando il Moncenisio diventa valico di primaria importanza in quanto principale asse commerciale tra Italia e Francia. Prima non risultano notizie in merito, probabilmente per la poca importanza che aveva questo piccolo borgo montano.

La storia della Val Cenischia è legata al transito dei viandanti attraverso il valico del Moncenisio.
Dal 1500 circa infatti il Moncenisio diventa il più importante valico delle Alpi Occidentali e i suoi frequenti viandanti hanno bisogno, durante il tragitto, di pernottare, di ferrare i cavalli e di procedere allo smontaggio delle carrozze a Novalesa per proseguire lungo le impervie mulattiere che transitando da Ferrera raggiungevano il valico per scendere a Lanslebourg.

Alcune delle belle meridiane restaurate sulle facciate della via centrale

Nel piccolo paese di Ferrera, nel 1800 si contano ben quattro alberghi: di “Sant’Antonio”, “dell’Angelo”, “della Croce Bianca” e “del Montone” e proprio di Ferrera sono molte delle guide e portatori che accompagnano i viandanti attraverso il Moncenisio. Tali portatori avevano il nome di “marrons” ed erano uomini che, dietro lauti compensi, provvedevano al trasporto di persone e materiali attraverso il valico utilizzando muli e rudimentali portantine (le “ramasses”, rozze e robuste slitte , il cui nome deriva dal fatto che anticamente queste slitte erano semplicemente dei fasci di rami).
Nel 1800 sono circa 300 gli abitanti di Ferrera dediti, oltre all’attività di guida, prevalentemente alla pastorizia.

 

Porte sulla via centrale

 

 

Richiami di agricoltura di montagna

 

La costruzione della Strada Napoleonica (oggi SS 25) segnerà il declino della Val Cenischia. I suoi abitanti che per qualche tempo furono impegnati nella costruzione della Strada, ma presto dovettero ripiegare alla pastorizia o, nei tempi moderni, all’emigrazione a valle.

Un riconoscimento importante, la targa è appesa ben visibile proprio nella via centrale

 

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