Libro di Franco Faggiani
Lo staff di Alta Val Susa consiglia, per la purezza di sentimenti e per la visione pulita e cristallina delle vicende umane, “La manutenzione dei sensi”
di Franco Faggiani.
Brevemente la trama
Leonardo Guerrieri, vedovo cinquantenne è il padre affidatario di Martino, un ragazzo taciturno
e un po’ solitario a cui viene diagnosticata la sindrome di Asperger.
La decisione di trasferirsi in una baita delle Alpi Piemontesi incide profondamente sulle loro vite che, pian piano, vanno ad integrarsi in una serenità fatta di piccole soddisfazioni. Tra queste le escursioni immersive nella natura e l’attività manuale che Martino scopre grazie ad Augusto Bermond, un anziano uomo di monti. Una storia buona, ma non buonista che offre una visione della montagna nel suo aspetto comunitario.
“Vivevamo defilati, comunque liberi e con quanto ci serviva davvero. Questo ci teneva a distanza da numerosi problemi. Molte cose, che in città sembravano indispensabili, qui, immersi nei boschi, spesso si erano rivelate superflue, ingombranti o, peggio ancora, inutili. Non avevamo mai molta gente intorno, ma non ci sentivamo per niente soli”.
I luoghi del romanzo sono le Alpi Piemontesi al confine con la Francia. San Sicario e la Valle di Cesana, il rifugio Vaccarone di Nino Malavenda e della sua famiglia.
Fu proprio nel rifugio che lo scrittore incontrò il bambino affetto dalla sindrome di Asperger e che nel romanzo prese il nome di Martino.

Veduta dalle Chalmette verso Val Argentera e Val di Thures
Da una sua intervista si evince che la montagna e la sindrome hanno molti aspetti in comune, i lunghi silenzi, la solitudine, il valore dell’essenziale.
La montagna impone il silenzio, la contemplazione, il rispetto per i ritmi lenti e l’attesa. Per avanzare verso la cima e nelle esperienze umane è necessario tenere un passo costante. Solo cosi il protagonista e Martino trovano tra le Alpi, ognuno a loro modo, la dimensione ideale per vivere e superare i limiti che sono solo nella mente.
“La montagna usa canali comunicativi e modalità di espressio- ne proprie, esattamente come coloro che hanno la sindrome di Asperger.
La montagna è fatta di poche parole, tante esperienze, senza tanti orpelli intorno. Allo stesso modo, la sindrome di Asperger è caratterizzata dalla stessa asciuttezza di linguaggio che è molto diretto, senza metafore o elaborazioni. Si tratta di un approccio al mondo ed agli altri molto essenziale, ma che non pregiudica l’esplorazione o l’esperienza. Anzi, molte persone che vivono questa sindrome dopo aver letto il libro mi hanno chiesto di partecipare a dei trekking, magari notturni, come quello che Martino affronta nella storia per mettere a punto la sua “manutenzione dei sensi”.
“Le ore di cammino nella notte erano le preferite di Martino. Nessuna domanda, nessuna parola, solo occhi spalancati, piccoli gesti e passi misurati per non fare rumore. Inizialmente impacciati poi sempre più fluidi, naturali fino a essere parte di quel momento e di quell’ambiente”.
Buona lettura
di V.B. redazione Alta Valsusa

Franco Faggiani
